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VINCENZO GANADU – Born to Surf in mostra dal 30 al 31 agosto 2025 (Formia)

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Born to surf

Nati per surfare, sono i surfisti, le onde, le vibrazioni, i colori dipinti da Ganadu e che sono presentati in questa esposizione al Centro Velico Vindicio di Formia, dopo aver esposto nei giorni immediatamente precedenti a Gaeta.

Esponente di spicco della blasonata surf art, Ganadu porta nelle due città sul Tirreno una selezione di opere che tentano di rappresentare i punti salienti della sua traiettoria artistica da oltre un trentennio. Citando solo alcune delle numerose opere in mostra, ricordiamo i ritratti delle leggende del surf planetario e quelli dei pionieri italiani, acrilici su tela di generose dimensioni in cui i volti emergono dall’insieme dei colori vivaci.

Ogni ritratto ha le sue caratteristiche e il suo personalissimo sguardo. A cominciare dall’icona Eddie Aikau dal fiero e orgoglioso piglio hawaiiano, dalla fortissima Carissa Moore, sicura e dolce al contempo, dal soul surfer Rob Machado, intenso e profondo. Tra le opere dedicate ai pionieri locali, quello di Maurizio Rossi in primis, ritratto con un’espressione vagamente mefistofelica, surfista e shaper della prima ora, in acqua da oltre quarant’anni, e che insieme a un drappello di ragazzi della zona, come il formiano Vincenzo Valeriano e il campano Genny Capasso (anch’egli soggetto dei ritratti presenti in mostra) hanno ispirato e guidato le successive generazioni di surfisti della costa.

Ganadu ci presenta inoltre le opere di surf action, immagini iconiche e dallo stile riconoscibile a livello internazionale. A ben analizzare le opere di Ganadu, la sua pittura ricorda un gesto surfistico, una manovra condotta in velocità, lunghe e ampie pennellate di blu, azzurro, bianco, verde a ricordare il colore del mare e dell’oceano; e i gialli, gli aranci, i rossi, i lilla in tutte le sfumature del colore del sole preso a tutte le ore del giorno. Potenti cut back in velocità, eleganti e stilosi nose riding, onde dalla forma irresistibile, tutto così realistico che solo un artista surfista, come è Ganadu, poteva cogliere con questa precisione e passione.

In un’intervista Ganadu ha detto che le figure da lui ritratte sono le surfiste e i surfisti che lui vede remando sulla sua tavola mentre risale verso la line up, e non si stenta a crederlo. In omaggio alla città ospitante, i curatori portano in mostra anche il dipinto Vitruvian Surfer, ispirato a Leonardo, e quasi a ricordare il celebre architetto romano cittadino di Formia, cui la città ha dedicato la via principale. Si potrebbe dire che per certi aspetti la tecnica di Ganadu ricorda alcuni degli stilemi dell’impressionismo, in particolare per quanto riguarda l’emergere delle figure dal colore e dalle pennellate, ma il sentimento è di sicuro stampo espressionista, il movimento europeo che ebbe inizio in Germania all’inizio del ‘900.

Infatti i volti, i panorami, le figure, sono raffigurati con un uso del colore come le sente l’artista nel suo animo, a ricordare i canoni del Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), anche se il tutto filtrato dal forte sentimento per la propria terra, la Sardegna, che Ganadu non può proprio dimenticare, anche quando a noi sembra di vedere in un suo quadro un’onda polinesiana. Il legame con le radici culturali della Sardegna, mitica isola dei Nuraghi e delle Domus de Janas, dei Mamuthones, del mirto e del Maestrale. Parlare infatti di Ganadu come esponente della surf art potrebbe a volte essere limitativo fuorviante, in quanto la sua creatività si esprime in varie forme. Allievo dello scultore Pinuccio Sciola, artista famosissimo soprattutto per le “Pietre Sonore”, Ganadu, che è anche docente d’arte, si dedica inoltre a forme d’espressione poliedriche e varie come sculture, murales, body painting. A testimonianza di ciò in questa esposizione formiana troviamo alcune piccole sculture dei “Temerari”, forme stilizzate e affascinanti di guerrieri, ispirate all’arte pre-nuragica, e alcuni quadri astratti, dove i suoi colori vivaci mediterranei squarciano lo spazio quasi a voler uscire potentemente dalla tela, forme che Ganadu usa anche per decorare tavole da surf in artistica collaborazione con alcuni shaper italiani e internazionali.

Sintetizzando le sue mostre, ricordiamo che ha esposto in Italia, in California, in Australia, in Francia, e di lui hanno parlato critici, scrittori e personaggi del surf del calibro di Nik Zanella, Antonio Muglia, Phil Jarrat, Paolo Tagliaferri, Randy French, solo per citarne alcuni. Domenica 31 agosto l’esposizione sarà animata da una performance di Live Painting, in cui l’artista si cimenterà nel dipingere dal vivo.

Giuseppe Grispello

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